Perdita di chances? Va provata possibilità effettiva di inquadramento superiore

Il principio che regola l’onere probatorio in caso di domanda di risarcimento danni per perdita di chance è che il ricorrente ha l’onere di provare, anche facendo ricorso a presunzioni e al calcolo delle probabilità, la possibilità che avrebbe avuto di conseguire il superiore inquadramento.

Così le Sezioni Unite della Suprema Corte che, con la sentenza 23 settembre 2013, n. 21678 hanno respinto il ricorso proposto da alcuni dipendenti del Ministero di Grazia e Giustizia contro la propria Amministrazione, in cui lamentavano il mancato svolgimento delle procedure di riqualificazione previste dal CCNL del comparto ministeri e il conseguente pregiudizio subito da ciascuno in relazione alla progressione in carriera attesa e alla probabilità reale di conseguire il risultato utile.

Di fronte all’inottemperanza dell’obbligo di predisporre i criteri di selezione degli impiegati necessari per il riconoscimento e l’attribuzione della qualifica superiore da parte del datore di lavoro, in ossequio ai principi generali in tema di responsabilità contrattuale, spetta al singolo dipendente non promosso, che chieda in giudizio il risarcimento del danno da perdita di possibilità di promozione, provare il nesso di causalità tra il detto inadempimento datoriale ed il danno subito.

E’, in altre parole, necessaria l’allegazione e la prova di quegli elementi di fatto idonei a far ritenere che il regolare svolgimento della procedura selettiva avrebbe comportato una concreta, effettiva e non ipotetica probabilità di conseguire la promozione.

 

Cassazione civile , SS.UU., sentenza 23.09.2013 n. 21678

ULTIME NEWS DIRITTO DEL LAVORO

ULTIME NEWS DIRITTO COMMERCIALE

ULTIME NEWS DIRITTO ALIMENTARE

ULTIME NEWS RESPONSABILITA' MEDICO SANITARIA

ULTIME NEWS DIRITTO CIVILE


Vuoi commentare una sentenza?
Visita la nostra pagina FaceBook


Archivio news

N.B: Le informazioni non costituiscono parere professionale ed il relativo contenuto ha carattere esclusivamente informativo. Gli articoli contenuti nella presente sezione non possono essere riprodotti senza la preventiva espressa autorizzazione dello studio legale Gallo. La citazione o l’estrapolazione di parti del testo degli articoli è consentita a condizione che siano indicati gli autori e i riferimenti di pubblicazione sul sito www.gallolex.eu. Le opinioni espresse ed il materiale raccolto in quest'area non costituiscono un parere pro veritate né comportano da parte degli autori alcun impegno di consulenza legale via internet. Nessuna consulenza gratuita o a pagamento verrà da loro fornita via internet.

TOP

Realizzato da: www.m2gweb.it