Matrimonio annullabile per errore sulla identità sessuale del marito

Il matrimonio contratto dal coniuge (nel caso di specie: la moglie), nell'ignoranza circa l'omosessualità del partner (nel caso di specie: il marito), da questi taciuta, è annullabile per errore. Tuttavia, l'annullamento non può essere richiesto ai sensi dell'art. 122 comma 3 n. 1 c.c., in quanto l'errore non riguarda una malattia o anomalia o deviazione sessuale, nessun lessico giuridico, medico, sociale ed etico collocando la omosessualità in tale paradigma nosografico; l'annullamento può essere richiesto ai sensi dell'art. 122 comma 2 c.c., in quanto l'errore cade sull'identità sessuale del consorte, che ne definisce l'orientamento e la direzione del comportamento sessuale e che non è, né può essere, una mera "qualità" della persona ma ne indica uno degli aspetti che costituiscono, compongono, definiscono la sua identità complessiva, la specifica individualità, la sua soggettività.

Il Tribunale di Milano, con la sentenza 13 febbraio 2013, ha annullato un matrimonio sulla base della dichiarata omosessualità del marito, celata alla moglie prima delle nozze.

Il caso. La coppia, prima del matrimonio, aveva avuto soltanto manifestazioni di affetto o altri approcci di tipo sessuale senza mai giungere a consumare un rapporto completo.

Dopo le nozze, il marito, confessa alla moglie la sua impossibilità di avere un rapporto sessuale con una donna, che aveva tentato e sperato di poterlo fare ma si era reso conto che la sua omosessualità glielo rendeva impossibile.

L’uomo aveva anche ammesso di aver avuto fino a qual momento solo rapporti con uomini e ciò era successo anche dopo il matrimonio.

La donna si rivolge allora al Tribunale di Milano per far dichiarare l’annullamento del matrimonio sulla base dell’errore in cui era stata indotta dal marito I giudici richiamano una sentenza della Cassazione (Cass. Civ. n. 13547 del 2009) che ha definito la sessualità come diritto inviolabile della persona sulla base dell’art. 2 della Costituzione e come “modus vivendi” essenziale per l’espressione e lo sviluppo della persona.

Anche la Corte Costituzionale, già nella sentenza n. 561 del 1987, aveva definito la sessualità come “uno dei modi essenziali di espressione della persona umana”.

Il matrimonio è stato pertanto dichiarato nullo sulla base del secondo comma dell’art. 122 c.c. per errore sulle qualità personali dell’altro coniuge, non per l’esistenza di una malattia o deviazione sessuale, ai sensi del terzo comma n. 1, così come prospettato dalla moglie.

Tribunale Milano, sez. IX civile, sentenza 13.02.2013

ULTIME NEWS DIRITTO DEL LAVORO

ULTIME NEWS DIRITTO COMMERCIALE

ULTIME NEWS DIRITTO ALIMENTARE

ULTIME NEWS RESPONSABILITA' MEDICO SANITARIA

ULTIME NEWS DIRITTO CIVILE


Vuoi commentare una sentenza?
Visita la nostra pagina FaceBook


Archivio news

N.B: Le informazioni non costituiscono parere professionale ed il relativo contenuto ha carattere esclusivamente informativo. Gli articoli contenuti nella presente sezione non possono essere riprodotti senza la preventiva espressa autorizzazione dello studio legale Gallo. La citazione o l’estrapolazione di parti del testo degli articoli è consentita a condizione che siano indicati gli autori e i riferimenti di pubblicazione sul sito www.gallolex.eu. Le opinioni espresse ed il materiale raccolto in quest'area non costituiscono un parere pro veritate né comportano da parte degli autori alcun impegno di consulenza legale via internet. Nessuna consulenza gratuita o a pagamento verrà da loro fornita via internet.

TOP

Realizzato da: www.m2gweb.it